Cosa è l’accelerometro di un contapassi? Guida completa, dettagli

Quando si parla di contapassi, spesso non si tiene conto di un fattore molto importante: hanno moltissime funzioni. Ne hanno così tante che alcune sfuggono anche al nostro controllo, altre nemmeno sappiamo che esistono. Inoltre, più passano gli anni e più i produttori e le aziende si specializzano in dispositivi piccoli, performanti e che possano garantire un numero sempre maggiore di funzionalità.

Tra le tante che abbiamo di fronte c’è sicuramente l’accelerometro. Alcuni di voi forse già sapranno di cosa si tratta, ma per quelli che invece non ne conoscono le funzioni e i compiti? La domanda fondamentale sarà dunque: cos’è l’accelerometro di un contapassi? E ancora: che tipologia di accessorio è? Quali tipi esistono? Che differenza passa fra i vari modelli?

In questa guida cercheremo di descrivere e analizzare il più possibile la funzione di accelerometro presente nei contapassi, senza mai dimenticare tutte le altre funzioni che questi prodotti offrono all’utente. Vedrete che alla fine vi verrà sicuramente lo sfizio di comprarne uno e di iniziare a condurre una vita più sana ed equilibrata.

Accelerometro: che cos’è? Quali tipologie esistono?

Eccoci qua, nel primo paragrafo di questa guida che spero possa risultare utile a tutti. Dunque, abbiamo detto che i contapassi sono forniti di accelerometro. Ciò è vero in linea di massima, ma è chiaro che può non essere sempre così: ovviamente dipende dai modelli, perché alcuni hanno tante funzioni (tra cui l’accelerometro) e altri molte meno. A prescindere da questo, però, urge la necessità di spiegare nel dettaglio di cosa parliamo: che cos’è un accelerometro?

Per accelerometro si intende un apparecchio che è pensato e progettato per calcolare l’accelerazione di uno specifico oggetto a cui è collegato (o attaccato), come ad esempio una bicicletta o, appunto, un contapassi. Detto in altre parole, l’accelerometro, attraverso le continue vibrazioni che riceve e percepisce e che sono relative al movimento dell’oggetto stesso, riesce a trasformare (per questo si chiama “trasduttore”) queste vibrazioni in segnale elettrico.

Sembra molto complesso, ma cercherò di farvela più semplice. Ogni accelerometro riceve degli stimoli causati dal movimento dell’oggetto, e questi stimoli a loro volta sprigionano una certa energia. Questa energia viene incamerata dall’accelerometro che ha come unico scopo quello di renderla leggibile. Per far questo, la trasforma letteralmente in qualcosa che può essere paragonabile, appunto, a un’accelerazione.

Capisco bene che possa sembrare davvero qualcosa di difficile da comprendere, ma se ci pensate bene non lo è. L’accelerometro è come una specie di traduttore simultaneo, che trasforma le parole di una lingua in un’altra. Sperando di essere stato il più chiaro possibile, devo fare un’ulteriore specificazione. Gli accelerometri, infatti, non sono tutti uguali. Di base possono essere sia fissi che portatili, possono essere basati e costruiti su un sistema mono assiale, bi assiali o tri assiale. Quello che interessa a noi è l’accelerometro portatile.

L’accelerometro nei contapassi: a che serve? Quali funzioni?

Credo sia abbastanza chiaro che cos’è un accelerometro. Probabilmente, però, vi starete immaginando un prodotto di grandi dimensioni, ingombrante e pesante. Se parliamo di qualcosa che deve completare un contapassi, è ovvio che non può essere qualcosa di così ingombrante e fastidioso. Nel paragrafo precedente vi ho spiegato che esistono due tipi di accelerometro, fisso e portatile. Ecco, è quest’ultimo che va montato all’interno di un contapassi, ma vediamo insieme di cosa stiamo parlando.

Innanzitutto bisogna dire che nei contapassi vengono inseriti degli accelerometri che sono molto sofisticati e all’avanguardia. Oltre che minuscoli, hanno la necessaria capacità di poter memorizzare i dati che raccolgono. Questo di solito non avviene in tanti altri accelerometri, bisogna ammettere. Questi modelli più moderni hanno un vero e proprio software montato al loro interno, tanto per farvi capire.

Comunque, passando oltre, dobbiamo dire che gli accelerometri che si trovano nei contapassi sono considerati dei sensori. Se li doveste vedere, assomiglierebbero a micro chip, tanto per fare un esempio. Perché un sensore? È molto semplice: oltre ad essere la soluzione migliore per un contapassi a livello di dimensioni (è molto piccolo), la scelta del sensore rende più precise le valutazioni sullo spostamento e l’accelerazione.

Già il nome suggerisce che questa tipologia di accelerometro “sente” il corpo spostarsi, sempre attraverso quelle vibrazioni di cui vi parlavo prima. In un certo senso, è un modello molto più preciso e accurato. Una volta percepite queste vibrazioni, le traduce in energia e segnala l’accelerazione di movimento. Facile, no?

Contapassi: caratteristiche e impostazioni

Da questi due primi paragrafi abbiamo capito una cosa: i contapassi sono dispositivi incredibilmente utili e sfaccettati. I modelli di contapassi più avanzati hanno una grandissima capacità di gestire tanti input e tantissime impostazioni, che si rivelano utili al consumatore. Detto ciò, visto che abbiamo spiegato in maniera parecchio approfondita tutto quello che riguarda gli accelerometri, penso sia arrivato il momento di parlare più nel dettaglio dei contapassi veri e propri. Quali sono le loro caratteristiche? Come si scelgono i contapassi migliori? Che tipo di utilizzi potete farne?

Andiamo per gradi. Iniziamo dalle caratteristiche tecniche e dalle tipologie singole di contapassi. Va subito chiarito un punto: i contapassi possono essere delle “fitness band” (o smartband), quindi allacciarsi al polso come un orologio, oppure possono essere più meccanici (ed essere autonomamente funzionanti). Questa distinzione definisce anche le singole caratteristiche tecniche dei dispositivi in questione.

I contapassi a mo’ di orologio, da polso insomma, sono molto più specializzati in tutto l’ambito del fitness e del monitoraggio salutistico. Quindi, oltre al conteggio dei passi e all’accelerometro, sono dotati ad esempio di vari sensori per la misurazione della pressione, del battito, della qualità del sonno, delle calorie bruciate, ecc. I contapassi meccanici, invece, sono modelli più basici e meno sofisticati. Sono esterni, vanno agganciati a zaini o cinture e servono esclusivamente a calcolare il percorso e i passi fatti.

E come scegliere i contapassi migliori in assoluto? Be’, rispondere a questa domanda è sempre difficile. Di sicuro dovete pensare molto bene alle vostre singole esigenze. Che tipo di utenti siete? Atleti professionisti o sportivi della domenica? Nessuna delle due categorie? Ecco, a seconda di quello che siete, scegliete il contapassi adatto alla vostra routine. Va detto che in alcuni casi i prezzi aiutano a decidere: i contapassi più professionali e completi possono costare davvero tantissimo, e di conseguenza scoraggiare i più impavidi consumatori.

Conclusioni e fasce di prezzo

Siamo arrivati al paragrafo finale e conviene tirare le conclusioni, prima di parlare dei prezzi. Se c’è una cosa certa da dire è questa: i contapassi sono utilissimi. Sempre più esperti confermano l’importanza del movimento quotidiano e dell’attività fisica giornaliera: secondo loro, basta poco per mantenersi in forma e per evitare che il vostro corpo si ammali più facilmente. Da questo punto di vista, quindi, i vantaggi di un contapassi sono decisamente palesi.

Il punto d’arrivo quotidiano dovrebbe essere quello dei diecimila passi, ma c’è chi dice che ogni persona dovrebbe farne almeno seimila. Insomma, su questo ci si è un po’ divisi, ma la sostanza non cambia affatto. Il grande, enorme aiuto dei contapassi sta proprio in questo.

Veniamo ora a un punto abbastanza critico in tutte le trattazioni, di qualsiasi cosa si stia parlando: il prezzo. Per i contapassi poi c’è davvero una varietà tale che diventa ancora più complesso parlare di costi generali, senza entrare nel dettaglio. Se dovessi suggerirvi una fascia di prezzo che, a mio avviso, si rivela ottima per rapporto qualità prezzo vi direi che è quella tra gli 80 e i 120 euro. Di solito qui si nascondono i modelli più affabili e interessanti. Se cercate invece qualcosa di altro tipo, dovrete rivolgervi ad altre due fasce: quella economica e quella costosa.

La fascia più economica, che va in linea di massima da 30 euro a 60 euro, è una fascia per tutti quegli utenti che non hanno grandi aspettative, né grandi pretese. È una fascia di prodotti che risultano godibili sul breve periodo, ma che spesso si rompono molto facilmente e diventano obsoleti altrettanto facilmente. Però certo, se non avete un grande budget, possono andare bene.

La fascia costosa, invece, è decisamente più professionale e adatta a un pubblico con altissime aspettative. I costi si alzano (parliamo di prodotti che superano con grande facilità i 350 euro, delle volte) e anche le qualità tecniche. Di conseguenza, il livello di prodotto è più vicino alle esigenze di quegli utenti che sono sportivi di professione. Sono modelli spesso scelti da corridori, nuotatori, calciatori, tennisti. Insomma, chi più ne ha più ne metta. State attenti a soppesare le vostre esigenze, quindi.

Classe 1993, è sceneggiatore e autore. La sua grande passione per la scrittura d’ogni genere lo spinge a sperimentare diverse forme narrative, dalla prosa al cinema, e culmina nel 2015 con la pubblicazione del suo primo romanzo (“Nous”, Giovane Holden Edizioni). La scrittura però va di pari passo con la passione per la fotografia e il mondo tecnologico.

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